I Muscoli di La Spezia

I Muscoli di La Spezia

Una tradizione di mare che racconta il Golfo dei Poeti

Non chiamateli cozze

In tutta Italia li chiamano cozze, ma per gli spezzini questi molluschi dall'intenso sapore di mare sono da sempre "muscoli". Non è solo un dettaglio linguistico: identificano il paesaggio, la cucina e le tradizioni di questa fetta di Liguria, tanto da diventare un vero e proprio elemento culturale prima ancora che gastronomico.

A renderli riconoscibili è anche la loro sagoma particolare, diversa da quella di ogni altro mitile, frutto delle acque del Golfo: ricche di plancton ma povere di salinità per le numerose sorgenti d'acqua dolce che vi confluiscono, condizioni ideali per la loro crescita.

La Coltivazione

I muscoli vengono allevati nei "vivai", porzioni di mare ben delimitate tra il golfo della Spezia, Lerici e Portovenere, spesso nel canale che separa Portovenere dall'isola Palmaria. Alla base degli allevamenti ci sono le "reste": reti tubolari, simili a calze, all'interno delle quali vengono inseriti i grappoli di seme.

🦪 Dalla resta al sacchetto
Alla fase di allevamento seguono la raccolta e l'arrivo allo stabilimento, dove i muscoli vengono depurati, selezionati e puliti prima dell'insacchettamento. Le acque classificate "B" rendono la depurazione un passaggio obbligato, che garantisce tracciabilità e sicurezza del prodotto.

Un tempo i vivai nascevano attorno a pali di legno di castagno, uniti da un reticolo di funi in erbe palustri: un sistema ecosostenibile ma poco duraturo, presto sostituito da tubi in ferro zincato e reste in nylon. Oggi convivono ancora i tradizionali "paletti" e i più moderni impianti galleggianti su fusti in plastica, adatti ai fondali più alti.

La Storia in Breve

Età antica
Le prime forme di allevamento di molluschi nel golfo, secondo la tradizione già praticate in epoca romana e poi diffuse dai monaci medievali
1882
Il malacologo Arturo Issel documenta come le acque del Golfo dei Poeti si prestino in modo particolare alla crescita dei mitili
1887
Prime notizie certe della mitilicoltura organizzata nel Golfo della Spezia, con i caratteristici pali visibili sopra il pelo dell'acqua
XX secolo
I pali in legno di castagno lasciano progressivamente spazio a tubi in ferro zincato e reste in nylon, più durature e igieniche
Oggi
La Cooperativa dei Mitilicoltori Spezzini, con sede nella baia di Santa Teresa tra La Spezia e Lerici, tramanda il mestiere tra vivai storici e impianti galleggianti

I Contadini del Mare

Chi alleva i muscoli spezzini viene chiamato "muscolaio": un mestiere duro, portato avanti con orgoglio da generazioni di famiglie che vivono di mare tutto l'anno. In estate il pieno della produzione richiede un impegno costante; in inverno prevale la manutenzione dei vivai, condizionata dalle intemperie.

⛵ Le imbarcazioni dei muscolai
Osservare le tipiche imbarcazioni dei muscolai muoversi lente in prossimità della diga foranea è una delle immagini più riconoscibili del Golfo della Spezia: compagne fidate in ogni fase del lavoro, dalla raccolta alla prima pulitura a bordo.

Un mestiere che oggi unisce metodi antichi e controlli all'avanguardia: la filiera è tracciata dalla resta fino alla tavola, a garanzia di un prodotto autoctono, controllato e riconoscibile.

I Muscoli a Tavola

Assaggiare i muscoli spezzini nelle loro mille declinazioni è quasi un obbligo per chi passa da qui. Come antipasto, fritti o alla marinara, aperti in tegame e gustati con un filo di limone. Come primo, protagonisti di un saporito sugo per gli spaghetti. E come secondo, nella loro versione più iconica: i muscoli ripieni, un concentrato di sapore e tradizione.

Si prestano bene anche alla conservazione sott'olio, diventando un piccolo souvenir gastronomico da portare a casa dopo un soggiorno in Golfo.

Scopri i Mitilicoltori Spezzini